Blog di filosofia olistica. "E se devono esserci uomini che costruiscono...certo dovrà esserci anche un uomo che vede" (Hermann Hesse)
martedì 3 giugno 2014
Parallelo alla riga # 5
A curare è l'intonazione con cui si parla al malato. Josif Brodskij, Per compiacere un'ombra
martedì 29 aprile 2014
Il paradigma dominante
Conversazione con Pierluca Zizzi, divulgatore, ricercatore spirituale, autore dei tarocchi "Egyptian Oracle Cards", "2012 Tarocchi dell'Ascensione", "Tarocchi Universali trasparenti" e del libro "Il Viaggiatore Universale - Il Viaggio della Consapevolezza Umana verso l'Infinito".
Che
cosa intendi per paradigma dominante?
Una
delle mie principali divulgazioni si occupa di raccontare come
veniamo educati, cosa ci viene detto fin dalla più tenera età.
Volendo
dividere l'argomento in due grossolane sezioni, la prima è il
paradigma moderno, ovvero come veniamo formati a scuola e in
famiglia, cosa ci chiede la società, che è il problema più grosso,
più evidente. Ovvero veniamo formati secondo dei canoni che non sono
in accordo con quello che io chiamo “l'uomo naturale”, ovvero
l'uomo, o la donna, così come si presenterebbero – secondo
un'immagine romantica – all'uscita della caverna, o nella giungla,
incontrando i propri pari.
Quest'uomo
naturale viene sostanzialmente educato in maniera tale per cui la sua
vita è destinata a essere quella di un burattino nelle mani di
qualcuno e a tale scopo viene formato (parola che detesto, la
“formazione” di un essere umano... ovvero il dargli una forma
precisa) Quindi l'educazione mira a creare un produttore, un
consumatore nella nostra società; non viene approfondito nessun
ambito relativo all'intuizione, non viene data nessuna – o quasi
nessuna – educazione sentimentale e quindi l'essere umano cresce
quasi sempre completamente incapace di gestire le proprie emozioni.
Questo non è un uomo naturale, ma è un uomo destinato
all'infelicità nella quasi totalità dei casi. Questo per quanto
riguarda la prima sezione.
La
seconda grande sezione è la formazione che ereditiamo dal nostro
passato. Ora, noi abbiamo duemila anni di cristianesimo alle spalle,
con tutto il male e con parte del bene che questo comporta; poi
abbiamo 250-300 anni di illuminismo alle spalle, con molto del male e
con parte del bene che questo comporta. E tutta un'altra serie di
conoscenze e tradizioni più antiche sopite nell'inconscio collettivo
e che ci sono state tramandate: ad esempio il paradigma maschile
dominante su quello femminile, i cui effetti possiamo osservare
quotidianamente. Questi paradigma “scricchiola” da una sessantina
d'anni, ma ci vorranno centinaia di anni per recuperare la metà del
pianeta.
Queste
due grandi sfere d'influenza sono il paradigma dominante e la mia
divulgazione si rivolge a persone che spero cerchino di capire per
conto loro se nella loro vita, e nella vita dei loro cari, questo
paradigma dominante è forte, o fortissimo, o, per loro fortuna,
debole e cercare un'alternativa personale. Perché un'alternativa
sociale a questo paradigma comincerà forse a esserci ma ora
sostanzialmente non c'è.
Quindi
l'obiettivo non è sostituire questo paradigma con un altro
paradigma.
È
esattamente quello che insegno: se voi sostituite questo paradigma
con un altro paradigma abbiamo un nuovo problema.
Una
volta un'amica, leggendo il mio primo libro, mi ha chiesto: “ma
allora qual è la verità in ambito spirituale?” E io ho detto:
“guarda, credo che ne esista una familiare, personale, se diventa
sociale ti schiaccia per vari motivi”... L'uomo naturale è fatto
in modo tale per cui le verità sociali ne distruggono
l'individualità. Lei allora mi ha detto: “io penso di sapere qual
è, non dico la verità, ma come si può vivere tutti insieme con
delle regole molto precise”. Io l'ho interrotta e ho detto: “vedo
già i morti per le strade”. Perché, di solito, quando spunta
qualche persona che ha un'idea molto precisa di come debba essere
un'alternativa sociale o personale, e questa viene imposta, si creano
religioni o grandi forme di pensiero collettive che prima o poi si
scontreranno con altre religioni e altre forme di pensiero
collettive, e ci saranno i morti per le strade.
Da
questo punto di vista quindi la mia divulgazione è molto taoista:
non esiste un credo, non esiste una via definita, il parlare di una
via unica non può essere fatto per definizione perché la mente
umana si attacca alle definizioni, alle parole. Invece quando la
mente si libera il più possibile da questa radice si inizia a
diventare uomini e donne più liberi, intuitivi, sereni, capaci di
vivere con gli altri.
Sembra
particolarmente evidente che uno dei campi in cui si manifesta di più
la formazione attraverso il paradigma dominante sia quello
dell'insegnamento della storia.
È
un argomento a me molto caro. La storia che si insegna a scuola può
essere un ottimo paradigma per quello che è la nostra formazione.
Anche qui darei due direzioni.
Un
indirizzo generale sul modo di insegnare la storia tende a venderci
la storia come qualcosa di assolutamente vero e lineare – ovvero
c'è A, poi B che ha creato C, poi siamo arrivati noi... In maniera
quasi giornalistica ci racconta qualcosa che non può che essere il
nostro passato reale. Questo è violentemente falso. Oserei dire che
è nazi-fascista, perché non è vero. Prendiamo l'identità
italiana: ci viene esaltato il Risorgimento, che è un insieme di
bugie... il nostro Risorgimento è quanto di più inglorioso,
violento e soppressivo ci sia stato nella nostra storia nazionale. È
una tecnica usata da tutte le nazioni: raccontare una storia gloriosa
che crei un passato nazionale, un paradigma per l'appunto, che ti
renda orgoglioso della tua nazione. Proprio ieri ho letto la massima
di un americano che dice “L'ultimo rifugio degli idioti è il
patriottismo”. La storia spesso va in questa direzione.
La
seconda direzione dell'insegnamento della storia, dell'archeologia,
della paleontologia, e dell'antropologia in maniera minore, è
partire da basi che noi crediamo essere vere perché non vengono mai
messe in discussione. Sull'antropologia e sulla paleontologia, dai
cosiddetti ominidi fino a noi, non si sa sostanzialmente niente.
Quello che ci viene insegnato nei sussidiari – l'immagine di Lucy,
l'ominide africano, e le civiltà antiche o antichissime del nostro
pianeta – è sostanzialmente falsa. Basta fare un giro per i musei
più importanti del mondo per rendersi conto che qualcosa non ci
viene detto.
Questo
insegnamento ci passa e noi cresciamo credendo vere alcune cose:
primo, che la storia così come ci viene raccontata è corretta,
giusta, e che abbiamo un passato sicuro alle nostre spalle. Secondo –
e molto più grave – crediamo di essere parte di un'evoluzione
continua, la punta di diamante della storia precedente, e di essere i
migliori, proprio perché abbiamo fatto esperienza di quello che
c'era prima: abbiamo una grande tecnologia, abbiamo sviluppato tutta
una serie di conoscenze storiche, sociali... cose solo in parte vere.
Una corretta analisi di ciò che doveva essere l'essere umano di 5000
anni fa – se ne sa pochissimo –, o di 3000 anni fa in alcune
parti del mondo, o semplicemente l'osservazione dell'uomo
contemporaneo nelle civiltà naturali, ci rivela la visione di uomini
molto diversi da noi e nella maggior parte dei casi molto più
“felici” di noi.
Le
civiltà del passato avevano qualcosa che noi stiamo sopprimendo con
la tecnologia. Ad esempio scegliere come propri leader – non
sempre, ma spesso – non tanto i più furbi, i più colti, i più
tecnologicamente portati, ma coloro che hanno delle intuizioni,
quelli che – se vogliamo usare un termine convenzionale – possono
essere definiti “maghi”. I grandi leader erano sì anche leader
militari (ma da una certa data in poi, prima non esisteva la guerra
come noi la concepiamo) ma anche re “maghi”, ovvero persone che
avevano in sé la ricerca costante di un mondo interiore, onirico,
divino, a contatto con quello ordinario. Questo è stato
completamente dimenticato, o utilizzato in maniera nascosta, perché
chi ci governa realmente sa bene come si governa un popolo, anche se
in maniera talvolta molto oscura. Chi vuole plagiarci sa bene che non
dobbiamo insegnare queste cose, perché in una civiltà come quella
dell'Asia Centrale di 5000-6000 anni fa oppure quella degli Yanomami
del Sudamerica le persone erano felicissime con due capanne di legno
e un piatto di semi, e avevano un'uguaglianza sociale e una gioia
interiore, una capacità di vivere correttamente in equilibrio col
loro mondo che noi non solo non abbiamo, ma stiamo perdendo
progressivamente.
Quello
che stupisce quando ci si sposta per latitudini e longitudini varie,
è l'uniformità di determinati riti piuttosto che determinate forme
architettoniche, o iconografie in popoli che apparentemente – se è
vero che prima della deriva dei continenti sulla Terra non c'era
l'uomo – non dovrebbero collimare fra loro.
Le
mie ricerche partono un bel po' di anni fa come atlantologo. Bisogna
dire che questa parola non significa assolutamente nulla. Se proprio
vogliamo spiegarla in un secondo, è colui che divulga le conoscenze
su una presunta civiltà che è finita circa 12800 anni fa. Presunta
perché non è mai esistita, sia detto con forza: non esisteva
Atlantide come noi la pensiamo. Esisteva un insieme di civiltà
diverse, probabilmente diffuse su tutto il pianeta con un insieme di
conoscenze omogenee che le successive civiltà hanno ereditato, in
buona parte dimenticato, e in gran parte rielaborato.
Facciamo
un esempio noto: le piramidi. Contrariamente a quanto crediamo, le
piramidi sono diffuse in tutto il mondo. Alcune tra le più grandi si
trovano in Cina, quasi piccole montagne, ma come volume la più
grande si trova in Messico. L'ho visitata: ora sembra una collina con
sopra una chiesa e ha un volume superiore a quella di Cheope. Altre
si trovano in Brasile, ne abbiamo una in Bosnia.
In
Bosnia??
Certo.
È sommersa ed è ben nota agli archeologi che l'hanno nascosta non
sapendo come giustificare una piramide che ha come minimo 10000 anni.
In Bosnia e in Serbia ce ne sono diverse, ormai sommerse, e viste da
fuori sembrano delle montagne.
Le
piramidi erano un modo per costruire edifici e templi di tutte le
civiltà che ci hanno preceduto e che ora noi abbiamo in parte
dimenticato. Sono presenti a tutte le longitudini e latitudini perché
erano una forma utile e comoda per tutta una serie di riti, di
osservazioni del cielo, di cui quella civiltà evidentemente aveva
bisogno.
Potrei
fare un altro esempio: le strutture megalitiche. Ci sono megaliti in
tutto il mondo (megalite significa grande pietra), e le
civiltà antiche o antichissime precedenti o coeve a quella che si
suole chiamare Atlantide costruivano con dei megaliti le cui
dimensioni ci stupirebbero. Di 5, 7, 10 tonnellate quelli piccoli;
alcuni ne pesavano 15, c'è nella grande piramide di Cheope una torre
creata da blocchi del peso di 80 tonnellate, a Baalbek in Libano c'è
un megalite che non ha nulla a che vedere con le civiltà
mediterranee, e pesa sulle 150 tonnellate. Sappiate che noi non
saremmo in grado di trasportare nulla con quel peso, se non
scomponendolo in pezzi, o usando tecnologie speciali per imbragarlo
con estrema difficoltà.
Ci
sono intere strutture in giro per il mondo create con megaliti di
questo tipo che parlano di una memoria collettiva del costruire.
Secondo
te questa memoria è circoscritta al pianeta Terra?
Rispondo
sempre che contro la mia volontà (ride) da tanti anni mi
occupo di ufologia, cerchi nel grano e ciò che riguarda le
cosiddette “altre civiltà”. Non amo creare suspence in queste
cose, quindi rivelerò subito ciò in cui credo: credo che siamo
visitati da migliaia di anni, probabilmente da svariate decine di
migliaia di anni da altre intelligenze, che volontariamente non
definisco extraterrestri, perché se un'intelligenza visita il tuo
pianeta per diecimila e più anni non è extraterrestre, è
terrestre! Questo cambio di ottica mi è stato insegnato da una
persona che si chiama Giovanna De Liso ed è un'ufologa di fama
nazionale; lei mi ha fatto notare che è vero che siamo noi i
terrestri, ma la sua domanda è: è vero che noi siamo gli unici
terrestri? Se è vero, come credo lo sia da tanto tempo, la nostra
civiltà umana è a contatto con una serie di altre intelligenze da
sempre. Ed è pur vero che costoro non possono essere definiti
alieni. Almeno non tutti, o solo per una parte, o per determinate
caratteristiche. Se qualcosa è diverso da te, non è detto che sia
lui l'extraterrestre (ride). Perciò la risposta è sì: io
credo ci siano altre intelligenze nel cosmo. Non darò la solita
noiosissima risposta della scienza ufficiale (statisticamente ci sono
nel cosmo milioni di galassie, in ogni galassia ci sono miliardi di
stelle, quindi è statistico che ecc. ecc..). Questa è un'idiozia
pazzesca...
Come
spesso lo è la statistica.
Ma
certo. Nulla è più preciso e contemporaneamente fuorviante della
scienza statistica, perché dice tutta la verità ma in realtà non
la definisce. Statisticamente viviamo 75 anni, ma nessuno ci dice se
morirai domani o a centotré anni...
Comunque,
la scienza stessa afferma che statisticamente ci devono essere altre
intelligenze, le cerca – soprattutto con progetti degli anni '70,
'80, '90 – con i radiotelescopi e questo, come si diceva prima, è
uno dei modi per prenderci per i fondelli.
I
maggiori governi del mondo sanno perfettamente che noi veniamo
visitati da sempre da queste intelligenze, e vogliono darci
l'impressione che questa ricerca sia vera, effettiva e che
soprattutto non trovando nulla – perché le comunicazioni possono
avvenire massimo alla velocità della luce, e per capirci mandare un
messaggio sulla stella più vicina e ricevere una risposta (ad
esempio: “Ciao, chi sei? E relativa risposta: “Ma chi sei tu?”)
richiederebbe otto anni – l'oggetto di questa ricerca sia
introvabile. Perché da quando esistono mezzi tecnologici per
filmare, fotografare, descrivere il cielo, ci viene testimoniato che
ci sono delle luci nel cielo, dei vascelli, dei fenomeni che non sono
assolutamente umani, non possono essere della nostra tecnologia...
Oramai è una pantomima smascherata. Chiunque abbia un minimo di
conoscenze culturali può scoprire facilmente che questo è falso, e
quindi c'è qualcosa là fuori che ci affianca da sempre.
Ora
ti farò una domanda fastidiosa.
Sono
sempre interessanti come domande (ride).
Hai
citato numerose volte la parola “falso” e la parola “loro”.
La domanda che mi viene spontanea da fare è: rispetto alla
cosiddetta teoria del complotto come ti poni?
Io
chiaramente non posso sapere se esiste e non lo so.
Pasolinianamente
“lo so anche se non lo posso dimostrare”?
Ho
un mio parere del tutto personale. Tra l'altro questo è un argomento
sul quale mi sto confrontando da tantissimi anni e non sono arrivato
neanche a un 30% di risposte.
Intanto
bisogna definire i termini del complotto. Che cos'è un complotto?
Genericamente viene definito un insieme di azioni volte a nascondere
una verità molto scomoda o molto pericolosa organizzato da gruppi
che conoscono questa verità ed
attuano tutta una serie di strategie per nasconderla alle grandi
masse. Se definiamo così un complotto, ci sono tanti complotti, a
vari livelli. Il livello più basso è un complotto culturale contro
tutta l'umanità: il tenere l'umanità in canoni ben precisi nei
quali deve vivere. Ovvero lavorare il più possibile, essere
ricattati con i soldi – se non ce li hai sei un reietto, non puoi
fare nulla – e questo passa anche attraverso (argomento caro ai
complottisti) le famigerate banche. Perché chi controlla il denaro,
la sua produzione i suoi flussi e come viene distribuito sul pianeta,
controlla il mondo. Io credo che questo sia in buona parte vero,
perché le persone più ricche del mondo tendono a conservare il
potere. E questo è già un secondo livello, il governo occulto, di
chi controlla i flussi di denaro. Un terzo livello è: chi controlla
i controllori? C'è chi scomoda altre intelligenze, tutta una serie
di altre energie e consapevolezze che a loro volta influenza questo
gruppo ristretto di persone. Se ne può discutere per anni di
questo... e si può andare in varie direzioni.
La
prima è che ci siano delle intelligenze non umane, e volontariamente
non uso la parola non-terrestri (perché sono in parte terrestri),
che in qualche modo influenzano questo gruppo di persone. Non so dire
se questo sia vero o no: in parte credo che lo sia, per motivi
correlati alla struttura stessa di chi tenta di plagiare gli altri. È
chiaro che chi vive con dei paradigmi mentali molto restrittivi
attira determinate energie. Un livello ulteriore è che invece il
tutto sia organizzato da queste intelligenze, e cioè che ci siano i
cosiddetti rettiliani, i grigi, le mantidi, che siano molto
interessati a noi come pianeta, e quindi a un oscurantismo generale
perché non vogliono fari scoprire. Ora, chiunque legga quello che
sto dicendo deve per forza – e se non se l'è già fatta è grave –
farsi una domanda: a chi giova tutto questo? Perché se è vero che
ci sono delle altre intelligenze incredibilmente tecnologiche, da noi
che vogliono? Non certo la tecnologia perché ne hanno una che a
nostro confronto è quella di Star Trek; non vogliono certo i nostri
soldi o altro che riguardi la sfera materiale. E allora vogliono
qualcos'altro, e lì si va sulle teorie ufologiche pure. Non so se
questo sia applicabile a scala planetaria, ma so di certo che da
sempre, sotteso al nostro inconscio, in qualche serbatoio oscuro
della nostra umanità (che non è negativo, ma necessario, perché la
nostra struttura è fatta così: l'uomo naturale ha in sé una parte
oscura che negata lo porta all'autodistruzione; il compendiare la
parte oscura con la cosiddetta parte luminosa è parte del percorso
di ciò che siamo) vengono evocate tutta una serie di schemi mentali,
di energie e consapevolezze che tendono al plagio, alla distruzione,
alla forza come le energie naturali della morte, che sono appunto
necessarie, sottese alla natura umana. Ovunque nell'Universo ci sono
buchi neri che divorano stelle, figuriamoci se nella nostra mente non
ci sono dei pensieri che divorano noi stessi.
A
un livello più naturale, posso dire che di certo ci sono delle
consapevolezze evocate anche da noi che si “animano” e che
agiscono per la distruzione, come ce ne sono delle altre da alcuni
definite angeliche, anche esse generate da noi spontaneamente, ovvero
i nostri sogni, le nostre parti positive, che le varie tradizioni
esoteriche culturali e spirituali del mondo individuano come angeli,
dei, energie positive, luce ecc. ecc.
Illusioni,
come lo sono le prime.
Noi
nella nostra struttura non siamo né angelici né demoniaci, siamo
destinati a essere felici, come si diceva un po' di anni fa. Ovvero
l'uomo dovrebbe perseguire – e concludo con questo il discorso sul
plagio e sulle verità nascoste – questo destino: siamo destinati a
una felicità durevole, se lo vogliamo. Questa felicità è
indipendente da ciò che ci succede intorno; se è vero, ed è
sicuramente vero, che l'essere umano può essere definito come colui
che è felice se i propri simili sono felici e che è infelice se i
propri simili sono infelici, è altresì vero che tutte le relazioni
con noi stessi e fuori da noi stessi sono generate da noi. Pertanto
indipendentemente dal fatto che tu venga spiato, plagiato, o che ti
vengano raccontate un sacco di bugie, se la tua ricerca va verso quel
serbatoio infinito, indefinibile, atemporale, che è la tua anima...
beh, se vai nella direzione dello spirito, la tua felicità è dietro
l'angolo. Se invece noi rimaniamo a livello animale e abbiamo la
paura costante di venire controllati, beh, questo nutre quel
serbatoio nero che è in noi. Poi, che ci sia altrove, questo è
tutto da vedere.
Parallelo alla riga #4
Penso che la verità ci è in gran parte sconosciuta perché gli uomini non l'amano abbastanza.
[...]
Nessuna vocazione è vera se esige il sacrifizio della ragione, nessun voto di obbedienza vale se è contro la coscienza.
Ignazio Silone, Severina
martedì 1 aprile 2014
Le mani che curano Conversazione con Piero Muraro e Sheila Jackson, insegnanti Bowtech e fondatori dell'Associazione Bowtech Italia.
Prima tu, Piero.Come
sei arrivato al Bowen?
Grazie
a Sheila. È andata a fare il primo corso in Inghilterra, visto sul
trafiletto di una rivista. È tornata entusiasta e mi ha detto di
andare subito a fare il corso perché il Bowen “sarà il nostro
futuro”. Prima noi facevamo massaggi: io facevo shiatzu,
riflessologia plantare... e trovavi sempre il fatto che dava aiuto
alle persone ma non risolveva certi problemi. Era un bel sollievo, ma
non riuscivi a risolvere determinate cose.
Così
sono andato a fare questo corso in Francia, dove c'era un canadese
che faceva in quel paese il primo corso di Bowen. Chiaramente qui in
Italia non c'era ancora niente. Sono andato a fare questo corso di
quattro giorni, tutto concentrato, e sono tornato a casa
insoddisfatto. Effettivamente abituato con massaggi forti, questo mi
diceva poco o niente. Dicevo “sarà...” E invece sarà stata
subito la divina provvidenza, o Tom Bowen che mi ha mandato i casi
giusti, fatto sta che sono arrivate delle persone, tra cui una
ragazza con l'atrofia muscolare, chiedendomi se potevo aiutarle. Ho
pensato proviamo... E ho visto subito gli eccellenti risultati: ad
esempio le gambe di questa ragazza erano nere, non circolava più
niente, e facendo Bowen un po' alla volta ha cominciato a circolare
tutto. Scriveva con una fatica enorme, aiutando una mano con l'altra,
portava un corpetto giorno e notte per poter stare su, la mamma era
chiaramente disperata... Tutto questo nel giro di un anno è cambiato
completamente. Ha cominciato ad usare il corpetto poche ore al
giorno, ha proprio cambiato modo di vivere, e per dodici anni è
andata avanti sempre meglio.
È
un miracolo?
È
un miracolo nel senso che il Bowen fa fare al corpo quello di cui ha
bisogno. E ho visto negli anni che non c'è nessuna limitazione.
Qualunque tipo di problema il tuo corpo cerca di aggiustarlo, e il
Bowen aiuta, accelera questo processo. Ad esempio in una frattura
dici: ingessiamo. Ma il gesso serve solo per tenere l'osso al suo
posto: se tu fai Bowen acceleri questo processo e la guarigione
avviene nella metà del tempo.
E
questo è stato davvero il tuo futuro...
Abbiamo
portato il Bowen in Italia grazie a un medico che ha visto i
risultati su un altra ragazza e ci ha chiesto quale tecnica avevamo
praticato. Ha voluto assolutamente fare un corso qui, così abbiamo
chiamato un istruttore dall'Inghilterra, Alastair McCloughlin, che
ha cominciato a fare i primi corsi qua. Lui faceva il corso, io lo
aiutavo, Sheila traduceva, e così nel 1999 Ossie Rentsch ci ha
passati insegnanti. Da allora abbiamo formato più di 500 persone in
Italia come operatori.
La
mia fortuna personale è stata quella di girare il mondo. Subito, nel
1999, ho conosciuto Andrew Zoppos, un istruttore di Bowen che ora sta
tenendo corsi in Romania, e con lui ho fatto parecchia gavetta. A
Perth ho lavorato quasi un anno, e c'è stato tutto un susseguirsi di
insegnanti; ho conosciuto molte persone diverse e ho visto anche le
differenze nel loro modo di lavorare. Poi sono diventato amico di
Ossie ed Elaine Rentsch, quelli che hanno divulgato il Bowtech®
nel mondo, e anche con lui ho lavorato tanto. La mia fortuna è stata
proprio quella di lavorare con tante persone come queste che mi hanno
aiutato a fare esperienza.
Dunque,
perché bisogna fare Bowen?
Perché
bisogna fare Bowen? Per star meglio!
Invece tu, Sheila, come
sei arrivata al Bowen?
Io
facevo massaggio svedese, che era molto valido, però cercavo
qualcosa di più. Perché fin che tu fai il massaggio, stai bene; il
giorno che non lo fai più, non ha cambiato il perché del tuo
problema.
Tu
sei su un libro, “La mano che cura”. Come ci sei entrata dentro
questo libro?
Uno
dei nostri studenti è stato contattato da questa signora, Patrizia
Sanvitale, che voleva scrivere un articolo sul Bowtech®,
e il nostro studente ha indirizzato l'autrice verso noi.
Ce'
una foto bellissima tra l'altro, sul libro!
L'unica
volta nella mia vita in cui vedo una mia foto e dico: che bella!
(ride).
Nella
foto sei insieme a un cavallo. E tu sei specializzata nel lavorare
con gli animali, perché il Bowtech®
offre anche questa possibilità.
Sì.
Amo gli animali. Un po' meno quelli a due zampe...(ride)
E
funziona il Bowtech®
sugli animali?
Funziona,
ed è la prova che funziona comunque. Che non è un placebo, o
qualcosa che ha a che fare con l'immaginazione o le credenze. Proprio
perché sui bambini e sugli animali funziona ancora più velocemente
che negli esseri umani adulti, dato che hanno meno muri, meno
problemi.
Anche
a te chiedo: perché si deve fare Bowen?
Per
prevenire, vivere meglio, insomma: per stare bene!
Conversazione con Costanza Arduino, autrice del libro "Abbracci celesti", della fiaba per bambini "Angelungo e Angelondo", e grande esperta di Angeli.
Chi
sono gli angeli?
Quante
ore ho a disposizione? (ride)
Gli
angeli sono degli esseri spirituali, evoluti più di noi – perché
anche noi siamo esseri spirituali – ma la differenza è che noi
viviamo in un corpo fisico perché dobbiamo fare questa esperienza
terrena. Quello che ci differenzia sono le vibrazioni: perché tutto
quello che esiste è fatto di vibrazioni, anche questo tavolo, questo
bicchiere, il registratore sono fatti di vibrazioni. Essendo oggetti
molto densi hanno vibrazioni molto lente e pesanti. Gli angeli hanno
vibrazioni talmente leggere e veloci che normalmente sono invisibili
ai nostri sensi. Un'altra differenza rispetto a noi è che loro non
hanno mai vissuto in un corpo fisico, quindi noi spesso confondiamo
le nostre guide con gli angeli. Spesso si sente dire “mia nonna è
il mio angelo custode”... Ma sono due cose diverse. Una cosa è
l'angelo che non è mai vissuto in un corpo umano, altra è ad
esempio tua nonna che ti fa da guida spirituale in questa vita perché
ti ha voluto bene, vuole starti vicino, e sta in questa dimensione
intermedia per accompagnarti e darti dei consigli. Ma anche se i
nostri cari nell'aldilà sono ad un livello più elevato del nostro,
conservano il loro carattere, il loro ego. L'angelo invece non ha mai
provato l'esistenza terrena.
Hai
detto che “normalmente” sono invisibili. Mi sembra di capire
dalle tue parole che invece si possano vedere...
Sono
invisibili ai sensi “normali”, comuni. Ma tutti noi, oltre ai
sensi conosciuti, ne abbiamo altri che comunque possiamo sviluppare.
Quindi tutti possiamo sviluppare la capacità di percepire gli
angeli. Tanti di noi li hanno già sviluppati, ma non lo sanno.
Gli
angeli comunicano sempre con noi. Ognuno ha degli angeli intorno.
Loro ci sono sempre, ma intervengono solo se noi li chiamiamo. Questa
è una cosa fondamentale: perché noi abbiamo il libero arbitrio,
quindi gli angeli possono starci vicino mentre facciamo le
stupidaggini più grosse di questo mondo, ma se noi non chiediamo il
loro aiuto non intervengono, ci lasciano anche sbagliare. Se però li
chiamiamo, poi dobbiamo stare attenti a sentire le loro risposte. È
qui che bisogna imparare a sviluppare i sensi, dato che gli angeli
parlano a tutti.
Tanta
gente li sente o li vede ma non sa che sono loro, oppure non fa caso
a certi segnali perché difficilmente l'angelo si presenta come tu ti
sei presentato a me questa sera! Hanno un loro linguaggio. Avendo
delle vibrazioni più alte, fanno anche difficoltà a mettersi a
livello delle nostre. Hanno un loro codice, un loro linguaggio che
dobbiamo imparare a percepire, ad ascoltare.
Si
possono presentare tramite la vista, ad esempio con delle luci
colorate, scie luminose che appaiono nel nostro campo visivo, delle
aure, delle ombre, e chi ha già questa particolarità sviluppata o
ha fatto sufficiente esercizio può anche arrivare a vedere l'angelo
come una persona. Ma non è la vista la sola modalità. Nei miei
corsi sugli angeli ci sono persone che hanno la facoltà di sentirli,
ma vogliono vederli, e si fissano su questo... ma possiamo percepirli
in altri modi, ad esempio con la voce. Spesso ci capita di sentire
chiamare il nostro nome, specialmente alla mattina appena svegli,
perché nello stato di dormiveglia la mente non lavora, non giudica.
Sono gli angeli che richiedono la nostra attenzione, magari vogliono
solo salutarci, o farci capire che ci sono, o semplicemente vogliono
che ci interessiamo a loro, e quindi ci chiamano. Oppure possiamo
sentire un tintinnio vicino alle orecchie. Ma si può arrivare anche
ad ascoltare delle voci, come fossero voci fuori campo. Oppure
possiamo avere delle sensazioni (che tante volte sottovalutiamo): una
carezza sulla testa, una pacca sulla spalla, sensazioni di caldo o
freddo quando entri in una stanza. Anche con dei profumi improvvisi
che arrivano in un luogo dove non ci sono assolutamente fiori... Le
modalità son tantissime, siamo noi che non siamo capaci di
ascoltarle o ci immaginiamo di vedere arrivare l'arcangelo Michele
con la spada, mentre loro si fanno ascoltare non solo con sensazioni
fisiche, ma anche emotive.
Ad
esempio, sei in un momento di difficoltà e ti arriva questa
sensazione di profonda gioia, di speranza e sai che tutto si
aggiusterà... Sono loro che si fanno sentire in questo modo.
Nella
cultura cattolica popolare l'angelo è un bambinello biondo con le
alucce. Rispetto a questa immagine, come si pone la visione di un
angelo?
Diciamo
che l'angelo si fa vedere come vuoi vederlo tu. Se ti aspetti di
vederlo con le ali, e dovesse farsi vedere da te, si farà vedere con
le ali.
L'angelo
c'è in qualsiasi religione, in qualsiasi cultura, ma ognuno lo vede
secondo il proprio vissuto.
È
una cosa che trascende il cristianesimo, quindi?
Sì. Ci sono angeli che arrivano a prendere anche sembianze umane,
arrivano ad aiutarti in quel momento lì e poi scompaiono, perché in
un altro modo non potrebbero farsi vedere.
È
più facile vederli come dei globi luminosi, con delle fattezze umane
ma non particolareggiate. Ma le ali non sono necessarie, dato che si
spostano con estrema velocità e possono essere in diversi posti
contemporaneamente.
Sono
stati rappresentati con le ali perché angelo vuol dire “messaggero”.
Un
messaggero è qualcuno che porta un messaggio da un luogo a un altro.
Se noi siamo quest'altro luogo a cui i messaggi arrivano, il luogo da
cui partono qual è, se di luogo si può parlare?
Infatti
non si può parlare di luogo. Anche lì, secondo quello che noi ci
aspettiamo. Sono tramite tra Dio e noi, ma anche qui ci sarebbe da
parlarne per giorni interi: Dio, la divinità, il Tutto... dipende da
come lo vuoi chiamare.
Tu
hai scritto due libri che hanno per tema gli angeli. Come sono nati?
A
dire la verità, non avevo intenzione di scrivere libri sugli angeli.
Io
vedevo già queste figure da bambina, ma mi hanno fatto capire che
non era tanto normale vedere o sentire certe cose, quindi ho stoppato
questa particolarità abbastanza presto. Finché qualche anno fa, in
un periodo in cui ero abbastanza in difficoltà, mi sono svegliata
una notte e mi sono messa a disegnare. Così sono nati i primi
disegni di angeli, e al mattino quando mi sono svegliata non riuscivo
a riconoscere la mia mano, sembrava che li avesse fatti qualcun
altro. Mi sono ritrovata con questi disegni che rappresentavano i
sette angeli dei chakra, e all'epoca li avevo messi in un cassetto.
Però mi tornava l'idea che se i disegni erano arrivati in questo
modo strano, all'improvviso, voleva dire che dovevo farne qualcosa.
Quindi li ho presi e li ho presentati alla casa editrice che poi li
ha editati. Pensavo di offrirli a qualcuno che volesse scrivere un
libro sull'argomento. Ma sette non bastavano, e l'editore mi disse di
farne altri, e di scrivere. Lì sono andata un po' in crisi... Poi
un'estate un'amica mi prestò la sua casa in campagna. Cominciai a
camminare per le vigne con matite e fogli nelle tasche... e invece
dei disegni arrivarono le parole, in forma di meditazione. E quindi
scrivevo e scrivevo, e alla fine mi sono accorta di essere riuscita
a scrivere prima ancora che a disegnare. Ho dovuto fare poi il
contrario di quello che immaginavo, cioè illustrare gli scritti con
i disegni. E così piano piano è nato questo libro, fatto di
ventidue carte e ventidue meditazioni da abbinare.
Quindi
anche l'ispirazione proviene dagli angeli.
Sì.
È un altro modo di comunicare. Tantissimi scienziati, inventori,
hanno avuto ispirazioni provenienti da loro.
E
il secondo libro?
Anche
quello è arrivato in una maniera molto simile. Una mattina mi sono
svegliata con una voce che mi girava in testa, come se mi raccontasse
una storia. Ho cominciato subito a trascrivere, e così è venuto
fuori un libro per bambini. Non credo di avere nessun merito, perché
potrei proprio dire che mi è stato dettato! Il merito semmai è
stato quello di fare i disegni dei personaggi così come li
immaginavo mentre scrivevo, ma del testo non ho più cambiato niente,
neanche una virgola.
Questi
esseri di luce hanno delle finalità, o anche questo è un discorso
umano, troppo umano?
Tutti
veniamo al mondo con uno scopo. Quando è finita un'incarnazione e
dobbiamo cominciarne un'altra, decidiamo a tavolino quale sarà.
Immaginala così: ci mettiamo lì con gli angeli tutti intorno al
tavolo (l'arcangelo Gabriele è lo specialista di questa attività) e
con loro decidiamo in che famiglia vogliamo nascere, in che contesto
sociale, in quale epoca, e qual è lo scopo della nostra vita. Dopo
di che, venuti sulla terra, ci dimentichiamo di tutto. Il compito
dell'esistenza è ricordare qual è il nostro scopo, e cercare anche
di realizzarlo. Prima di reincarnarci facciamo anche questa promessa:
che utilizzeremo al meglio la vita che ci viene data e che metteremo
al servizio degli altri quello che è il nostro talento.
Solo
che arrivati qua siamo nella nebbia, no? Arriviamo dal mondo
dell'unità nel mondo della dualità, e perdiamo facilmente la
bussola.
Uno
dei principali compiti dell'angelo è farci ricordare qual è lo
scopo della nostra vita e aiutarci a compierlo. Ci proteggono e
guidano proprio per questo, perché loro non si sono dimenticati
della nostra promessa. Anche le classiche coincidenze, il caso...
quello è proprio il giochino degli angeli, loro sono maestri nelle
coincidenze. Nel momento in cui noi incrociamo la strada che dobbiamo
fare, quello è il momento in cui l'angelo si manifesta con ciò che
chiamiamo caso, coincidenza, per farci capire che siamo vicini a
intraprendere la strada giusta.
Ci
sono gerarchie tra gli angeli?
Ci
sono libri interi sull'argomento. La kabbala è quella più
attendibile. Ti posso dire che, così come per gli uomini, ci sono
tanti tipi di angeli. Alcuni hanno energie minori, altri più grandi.
Angeli minori possono essere quelli che stanno vicino a noi, gli
angeli custodi; poi ci sono quelli che stanno a capo di grandi
progetti universali, gli angeli delle foreste, delle catene montuose,
quelli che devono promuovere la pace, fino ad arrivare ai più
grandi, gli angeli delle nazioni, dei pianeti, delle galassie...
Immaginati che energia enorme hanno questi ultimi.
Se
l'obiettivo tende sempre al bene, possiamo dunque dire che un feroce
dittatore semplicemente gli angeli non li ha mai ascoltati?
Tutti
quando nasciamo abbiamo l'angelo vicino. E le vibrazioni che hanno
loro sono di luce... Quando li ascolti, è perché ti avvicini alle
loro vibrazioni. Non per niente si possono percepire più facilmente
negli stati meditativi, dove alzi le tue vibrazioni a un livello più
vicino alle loro frequenze.
Poi,
come ripeto, esiste il libero arbitrio, se non li vuoi ascoltare non
li ascolti.
[...] il mistero autentico non è quello cui la mente si arrende con compiaciuta superstizione, ma quello che la ragione non cessa di indagare con i suoi strumenti.